Piazza XX Settembre

Costruita verso il 1870 quando si decise di coprire il percorso del fiume, che è tutt'ora visibile dietro al mulino Pisaniello. Il fiume infatti divide a metà la piazza, scorre dinanzi il Municipale per poi continuare fino a sotto l'ex mattatoio comunale. Nella piazza vi sono gli accessi al centro storico, salendo a sinistra ci si dirige versi via San Sommano, mentre in direzione del mulino troviamo un secondo accesso che costeggia il torrente e che porta all'interno del centro storico verso gli ingressi dell'antico castello. Nella parte destra della piazza è possibile notare ancora la vecchia fisionomia della piazza, fatta di scale e sottopassi.

In questa piazza è stata girata la scena del concerto nel film L'uomo in più (2001) di Tony Servillo. La parte sinistra invece è stata protagonista degli scatti di Ghirri negli anni '80.

La nuova installazione site specific di Perino & Vele presenta una versione inedita del tradizionale “catuozzo” caudino: una pira di vasi all’antica è accatastata nel cassone di una vecchia Ape Piaggio che sprigiona una suggestiva luce rosso fuoco, progettata dal light designer Filippo Cannata. Alta circa 3 metri e “parcheggiata” in Piazza XX Settembre, #catuozzotime è la prima installazione pubblica del duo campano che entra a far parte dell’arredo urbano e del patrimonio artistico del Comune di San Martino Valle Caudina.

“Quando si progetta una scultura pubblica, destinata alla collettività, – sostengono Perino & Vele –, non si può prescindere da un fattore espressivo primario, che è il contesto nel quale viene collocata l’opera. L’arte, infatti, deve saper incidere sul luogo e sulla sua storia, trarne la linfa vitale necessaria per parlare la stessa lingua delle persone che lo abitano, lo frequentano o, più semplicemente, lo vivono distrattamente. Per essere comprensibile alla maggioranza e, pertanto, comunicare un messaggio, trasmettere dei valori o diventare il volano per il rilancio del territorio, la scultura deve diventare espressione della tradizione comunitaria e proporsi come simbolo di identità collettiva da tramandare nel tempo.”
Ragionando in questa direzione, sulla rilettura del territorio in cui vivono e lavorano, Perino & Vele hanno cercato un anello di congiunzione tra arte e tradizione locale, e lo hanno identificato in un’espressione di costume popolare, tipica della Valle Caudina: il catuozzo. Secondo la tradizione, i catuozzi vengono accatastati ogni 24 dicembre con le radiche conservate nei campi coltivati durante l’anno e con i ceppi che, un tempo, venivano donati dagli abitanti della contrada. È usanza lasciare ardere il catuozzo per tutta la notte fino a consumarsi lentamente, secondo alcuni per illuminare la nascita di Gesù. In particolare, il catuozzo tipico di San Martino Valle Caudina è realizzato con radiche e ceppi e viene consumato completamente senza spegnimenti, né riaccensioni, o resti di braci.
L’installazione pubblica #catuozzotime ripensa, ricontestualizza e rinvigorisce il valore sociale e il significato simbolico del catuozzo caudino. Svuotato da qualsiasi credenza religiosa, diventa una grande pira cerimoniale, misteriosa, ma al tempo stesso quotidiana e ironica, perché viene caricata e trasportata nel cassone di una vecchia Ape Piaggio. La scultura evoca un passato che oggi continua a sopravvivere nel contesto urbano della piazza cittadina e nell’ambiente naturale vallivo. Per sancire questo legame storico e spirituale con il mondo arcaico, quello dell’antica dominazione romana e delle Forche Caudine, le radiche e i ceppi vengono sostituiti da un oggetto-simbolo, più universale e omnicomprensivo dei valori umani: il vaso classico, che spesso riemerge fortuitamente anche dai terreni della Valle Caudina. “Per noi – spiegano Perino & Vele – il vaso è il simbolo di un’Età dell’oro ormai perduta, ma modello ideale sempre vivo; è contenitore e insieme testimonianza umana dell’horror vacui; è fragilità e al tempo stesso icona della memoria. L’accatastamento dei vasi, uno sull’altro, ricorda la forma del catuozzo, invece il colore nero della resina catramata richiama il carbone di legno bruciato. La luce rossa, tenue ma calorosa, che emanano i vasi, non è solo la rappresentazione latente del fuoco ma è anche un focolaio di speranza. Con questa iconografia fortemente simbolica intendiamo fissare nella memoria della materia quella che è stata fino a oggi la storia dei nostri luoghi e riproporla in chiave contemporanea come riscatto sociale per il futuro della collettività. Il fuoco del catuozzo non è ‘distruttivo’, è, usando le parole di Eraclito, materiale ‘costruttivo’: tutto si crea dallo scontro tra gli opposti, dal movimento fisico, dal trascorrere del tempo. Ecco spiegata anche la scelta di caricare il catuozzo sull’Ape Piaggio, il mezzo di trasporto più ‘popolare’ nell’immaginario collettivo delle nostre terre, che sposta il suo carico laddove è necessaria la sua presenza e la sua luce per costruire un futuro migliore e ridare una speranza di riscatto.”
#catuozzotime di Perino & Vele si propone di diventare un nuovo punto di riferimento per la città di San Martino Valle Caudina, un simbolo di identità in cui la cittadinanza possa riconoscersi e pensare al proprio futuro. “Questo perché – continuano Perino & Vele – l’arte contemporanea può, e deve, rivestire ancora un dichiarato valore civile, in quanto è essa stessa un prodotto dell’uomo e della società di oggi: la critichiamo, sì è vero, ma in modo ‘costruttivo’, perché aspiriamo a migliorarla. E fare scultura è il nostro contributo pratico alla costruzione di un mondo diverso, migliore, e sicuramente possibile.”

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